energia del polso

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Ma che cosa mi sta succedendo? Perchè mi sento così…strana, diversa da altre persone? Come mai “sento” e “vedo” le cose e le persone sotto una luce diversa? Domande senza risposta oppure risposte senza domande… perchè non si può rispondere a tutte le domande o forse non si deve.
Tanti pensieri affollano la mia mente di bambina ma…perchè i bambini non possono pensare solo a giocare, a divertirsi? E invece non è così. La nonna sta bene, ma “sento” che non è così…No, no, no voglio giocare con la nonna, voglio che mi racconti le favole, che mi canti la ninna nanna la sera… Buio, notte senza stelle, nera, come i miei pensieri di bimba (in)felice e “diversa”!

Nasce così la mia storia di sensitiva. All’età di 3 anni, un giorno “sento” che muore mia nonna, la mia cara nonnina di 45 anni e…improvvisamente ecco che la nonna si accascia a terra, non si muove…presto, presto…un dottore…una corsa all’ospedale…ma non c’è più niente da fare!

Una settimana dopo accade la stessa cosa al nonno e sempre la stessa terribile, orribile, angosciosa sensazione…

A distanza di tanti anni, oggi, resta il ricordo doloroso di un’esperienza che mi ha segnata profondamente nell’animo e che mi ha dato modo di avvertire questa mia “diversità” che mi accompagna da sempre. In questi anni questa mia dote mi ha portato ad incontrare molte persone alle quali dicevo cose che poi puntualmente si verificavano. Nomi, persone, avvenimenti, situazioni che trovavano una loro ragion d’essere; domande che trovavano risposte, qualche volta liete, qualche volta meno, ma sempre vicine al vero.

A quanti mi chiedono come faccio, non so rispondere razionalmente…succede e basta! Non appena sono a contatto con qualche persona ecco che si verificano questi “flash”; basta che io tocchi il polso sinistro di qualcuno, come fa il medico quando prende le pulsazioni cardiache, ecco che, inspiegabilmente, mi vengono davanti agli occhi immagini, sensazioni, emozioni.

L’energia del polso, appunto, mi permette di entrare in una sfera, per così dire, privata, della persona che ho di fronte, ed allora ecco che, quasi “magicamente”, mi si schiude un accesso segreto, un passaggio nascosto che, forse, neanche chi mi sta davanti conosce: il polso con la sua “energia” rappresenta il passe-partout dell’intimo di chi cerca da me risposte al suo bisogno di capire.
Qualcuno ha scritto di me che “leggo la vita tastando il polso”; ed in un certo senso è vero poichè questa mia caratteristica mi consente di conoscere il trascorso di uomini e donne, ciò che sentono, le loro aspettative, le speranze, le amarezze, le gioie che la vita, inevitabilmente, riserva.
Italo Svevo diceva che ” la vita non è nè bella nè brutta: è originale” e credo che ciò sia profondamente vero perchè non esiste al mondo persona uguale alle altre, perchè ritengo che ciascuno di noi sia unico nel suo genere, e questo, forse, è il segreto per capire, comprendere, “sentire”.
In un mondo sempre più frenetico, sempre più iper-attivo ed ansiogeno, dove il tempo non basta mai, ritagliarsi uno spicchio di spazio per se stessi credo sia fondamentale e, al di là di tutti i luoghi comuni, credo che l’essenza della “sensitività” stia nel fatto di cercare di ascoltare le persone, senza emettere giudizi e capire che i nostri comportamenti sono frutto del nostro vivere sempre più affannoso ed affannato.
E a tutti quelli che hanno dei pregiudizi e dei preconcetti (…e ce ne sono tanti!!!), rispondo, con le parole del Sommo Poeta “non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.